Passeggiata, Dipinti 29 x 24

I dipinti di Jenyshin abbracciano la gamma delle emozioni

Amo esprimere i miei sentimenti attraverso il colore”, afferma la giovane artista coreana Jenny Shin, che dipinge sotto il soprannome di Jenyshin. E in effetti la sua tavolozza è una tastiera cromatica di sfumature sottili, che rende ogni immagine un vero e proprio assolo di pianoforte dei suoi vari stati d'animo, che vanno dalla dolcezza speranzosa di "Somewhere Over the Rainbow" alla maestosa malinconia di "Rhapsody in Blue". Per dipingere così candidamente bisogna rischiare la vulnerabilità emotiva. Oppure, come dice l'artista stessa: “Sono molto onesto quando dipingo. Le persone che mi conoscono lo vedono nel mio lavoro. Riflette così tanto di me che a volte non mi piace mostrarlo a chiunque, perché è così rivelatore. La maggior parte del mio lavoro non è mai stato visto, nemmeno dai miei amici più cari”. Condividere quindi la sua pittura nella presente mostra è un atto di intimità, di fiducia per Jenyshin, come si vede nel lavoro a tecnica mista a olio e pastello su tela che chiama "In Your Room", che suona come un gioco leggermente più cauto sul titolo della canzone dei Beach Boys "In My Room". Raffigurante una bella giovane donna asiatica che assomiglia a una foto che si è vista dell'artista stessa, sembra essere, se non un autoritratto letterale, quindi un'evocazione emotiva di uno stato mentale. Lunghi capelli neri che le ricadevano come uno scialle lucente sulle spalle, ritirata nella solitudine, gli occhi bassi, la figura studia un libro aperto piuttosto svogliata, i suoi pensieri apparentemente da qualche altra parte. Qui, come in altri dipinti di Jenyshin, la tecnica a tecnica mista dell'artista di olio e pastello o olio e pastello su tela le consente di ottenere una sottigliezza cromatica che ricorda il pittore francese Odilon Redon. Al contrario di Jenyshin, che trovò presto il suo vero mestiere, Redon evitò il colore per i primi cinquant'anni della sua vita, lavorando solo a carboncino e litografia, prima di scoprire i suoi veri mezzi di pastelli e oli. Fortunatamente Jennyshin ha immediatamente gravitato sul colore e lo impiega con una radiosità simile a Redon in "7PM", uno studio floreale in acrilico e pastello su tela, lo spazio circostante punteggiato di pezzetti di blu-verde e viola che lo rendono scintillante e vitale come il pallido petali rosa e verdi stessi. Dal momento che segue i suoi stati d'animo piuttosto che i dettami di uno "stile caratteristico", le sue immagini spaziano dal cagnolino rosso in "In the Beginning", vivace come ToTo in "Il mago di Oz", che trotterella lungo un paesaggio fantastico, a la tavola stilizzata verde, l'enorme forchetta e le piccole sedie in "Cena in famiglia", alla figuretta grottesca in "Okay World". Con la sua testa smisurata, la frangia blu e le guance infossate che conferiscono un aspetto scheletrico come il famoso strillone di Munch, questa figura assomiglia a una di quelle graziose piccole fanciulle dagli occhi grandi, un tempo così onnipresenti nell'arredamento kitsch, dopo una serie di sfortuna, i suoi lunghi capelli appesa mollemente su una spalla magrissima che spunta da una felpa rossa con scollo a barchetta rimpicciolita, il suo ventre pallido nudo mentre si assottiglia in un paio di mutandine da bikini rosse. Il titolo del dipinto è intrigantemente ambiguo: "Okay World" significa che il lussureggiante cespuglio verde punteggiato di fiori gialli solari sul lato destro della composizione rende il mondo un posto giusto in cui stare, o è la strana bambina che dice "Okay mondo, prendimi o lasciami come sono?” Solo l'artista lo sa per certo; ma si ha l'impressione che Jenyshin preferisca lasciare che i suoi dipinti parlino eloquentemente da soli. –– Peter Wylie Jenyshin, Agora Gallery, 530 West 25th St., fino al 16 aprile 2013. Ricevimento: giovedì 4 aprile, dalle 18 alle 20.

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